Extreme - Capraga

Dati generali

Difficoltà: extreme
Lunghezza: 8,2 km

Pendenza media: 9,1
Pendenza massima: 20% 
Dislivello: 748 m 
AR da Omegna (piazza XXIV Aprile): 50 km 
Rapporto consigliato: 34/28

 

 

 

 capraga

Altimetria

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Breve presentazione

La prima parte della salita è la stessa di Colloro, con arrivo ai piedi della chiesa di San Gottardo, dove, da una parte sarebbe bene fermarsi a riempire la borraccia, mentre dall’altra sarebbe meglio proseguire prendendo un po’ di rincorsa per superare la parte più improba dell’intera salita: quei maledetti (scusino i fedeli l’uso di questo termine... ma i più comprenderanno) 300 m o poco più in cui bisogna metterci tutto quello che si ha, sia come rapporti della bici sia come forze muscolari a disposizione. Stare sui pedali è un mero eufemismo... bastasse quello! Bisogna stringere i denti e pensare solo “devo farcela, devo farcela!!!”. 

Dopo questa sorta di apnea psico-fisica, forse, si è riusciti a superare lo scoglio (è proprio il caso di dirlo) iniziale. Lo scriviamo per tutti coloro che non hanno modo di verificarlo all’istante sul contachilometri: qui si tocca il 20% di pendenza massima. Roba più da mtb che da “specialissima”, ma se no che “extreme” sarebbe!?!

Il discorso vale sia per l’asperità sia per il fondo stradale che non è certo dei migliori... oltre a tutto il resto.

Dopo circa 700 m (dalla chiesa di Colloro) si arriva al bivio per Capraga (sulla sx) e il Lut (sulla dx).

La salita continua sempre dura oscillando fra il 10% e il 14%, con la strada che invita a non guardarsi troppo in giro, ma a rimanere concentrati sullo sforzo e sulla guida del mezzo, evitando accuratamente buche e sassi che non mancano mai.

Fra i 6,5 e i 7 km c’è l’unico tratto quasi in piano che fa recuperare ossigeno in vista dell’ultimo km o poco più, che rappresenta l’ultima rasoiata al pelo che si è avuto nel cimentarsi in questa salita.

Capraga, un tempo frazione di Premosello Chiovenda con il nome di Cravaga (per via delle numerose capre esistenti), era uno dei maggenghi (alpeggi) più belli dell’intera zona, con robuste baite (o casère) in sassi e piode, un pascolo ricco e un panorama che spazia sino al lago Maggiore.

 

 

La mappa

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